31/07/2010

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A forza di (non) costruire...

Un'architettura digitale per una istituzione che non ha corpo, un'immagine fantastica in cui proiettare le segrete riunioni dei saggi cospiratori della grafica, le adunate dei nomadi del fumetto. E' uno spazio impalpabile come quello in cui vive inguine.net, uno spazio di relazioni e niente più, dove costantemente si incontrano persone per le quali l'architettura è ormai inessenziale, icona di una antica centralità che il computer, nel suo piccolo, ha sbaragliato.
Per i consapevoli ostaggi della rete questa "casa" serve più a riconoscersi che a vivere. Nella realtà poche stanze disadorne vanno spesso benissimo, purchè connesse. Siamo noi, gli architetti, che cerchiamo il controllo e la formulazione di questi spazi ad uso loro, ma anche nostro.
Nuovi luoghi
Nella città contemporanea esistono materiali urbani non ancora riconosciuti come tali, nuovi elementi che superano sia quelli individuati dalle prime teorie urbanistiche, sia le creature prodotte dalla cultura dello zoning. Alcuni di questi oggetti sono stati avvistati da lontano e definiti atopie o non luoghi, l'ultima retorica vorrebbe che siano realtà virtuali, senza peraltro aver ancora dato una definizione sufficientemente circostanziata dell'ossimoro. Si tratta spesso di ritagli, scarti, frammenti che rimangono alieni al proprio ambiente, materiale resistente che si sottrae al dialogo con lo spazio circostante e con la storia, crea discontinuità. Non sarà facile ricucire la frattura che essi generano nell'organismo urbano ed è probabile invece che saranno questi nuovi luoghi a trasformare i vecchi, a digerire le città. 
Più concretamente sono spazi caratterizzati dalla trasfigurazione e dalla comunicazione, luoghi che cambiano i loro referenti diretti e che si rivolgono ad utenti diversi nell'arco del tempo.
net.ho(me)stage, ha queste caratteristiche: modifica la sua immagine e può trasmettere messaggi e informazioni. 
Concettualmente è composto da due elementi definiti, un muro opaco e un volume definito da una superficie trasparente.
Muro
Il muro dilatato nel suo spessore è cavo, in modo da accogliere gli elementi distributivi, i servizi tecnologici e alcuni spazi funzionalmente definiti, la sua qualità materica è accentuata dall'uso del calcestruzzo a vista e dal rivestimento in legno.
Come una pietra scavata dagli agenti atmosferici, il muro possiede un grado di porosità, che permette la relazione con l'esterno e con il grande volume al suo fianco, senza compromettere la sua monoliticità.
Almeno il 30 % del suo volume è costituito da intercapedini e cavedii in cui il muro accoglie impianti di condizionamento, cablaggi e le macchine necessarie al suo funzionamento, centrale di trattamento dell'aria, centrale termica, motori, gruppi elettrogeni di continuità, switch e router.
Box
Il box che si appoggia al muro nasce come un involucro vuoto, per questa ragione la struttura che lo individua è una gabbia estroflessa, che funge da filtro con l'esterno.
Gabbia
La gabbia esterna, oltre a ragioni strutturali può sostenere le tende ed i filtri per proteggere l'interno dal sole eliminando l'effetto serra.
Schermi
Alcuni dei pannelli trasparenti che definiscono il box hanno una particolare struttura polarizzata che permette di proiettare immagini sulla loro superficie dai proiettori collocati sulla nuvola. La realizzazione di superfici per la visualizzazione di immagini in condizioni ambientali di luce diurna, sia in proiezione frontale che in retroproiezione, è possibile grazie a schermi olografici applicati su plexiglass, in grado di restituire le immagini proiettate senza compromettere la totale permeabilità del supporto alla luce. L'involucro trasparente del box si può così animare di immagini senza bisogno di ulteriori apparecchiature o connessioni. La sorgente del fascio luminoso è un proiettore poco più grande di un comune videoproiettore, dotato di una sorgente video/dati che ne consente l'accesso tramite software, quindi il controllo remoto.
Gonfiabili
Il sistema degli inflatables connota l'intero oggetto architettonico e pone in relazione le sue parti, gli spazi di lavoro infatti sono realizzati all'interno di piccoli padiglioni gonfiabili, il cui funzionamento è del tutto analogo ad un tendone pressurizzato. I gonfiabili alloggiati nel muro si espandono rubando spazio al grande volume centrale che muta la sua forma e dimensione in funzione dell'attività svolta all'interno dell'edificio. Sugli schermi del box vengono proiettati i segnali video delle postazioni di lavoro attive, il sistema di condizionamento e l'opportuna collocazione delle riprese dell'aria provvedono a mantenere in pressione gli inflatables, e a risolvere il carico termico provocato dai computers.

 

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A forza di costruire
di Gianluca Costantini (inguine.net)
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TomA2 (sito ufficiale)
 
www.inguine.net
Inguine è un progetto per un sito Web dedicato al fumetto contemporaneo e alle sue potenzialità espressive in rete. I principali obiettivi di Inguine sono quello di far conoscere autori spesso estranei ai circuiti della grande pubblicazione e distribuzione e quello di esplorare - a partire dai fumetti originali - le possibilità di collaborazione e invenzione fra giovani creativi provenienti da ambiti molto diversi.
 
 
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