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Media-Center


Media-Center
Centro per i Media a Roma
progetto di Francesco Gatti


Il medium

L'edificio inteso come medium è un edificio attraverso cui si diffondono le informazioni. L'era dell'elettronica e dell'informatica presuppone "proiezione, mutazione, simulazione", per un'architettura che sposta sempre più i suoi contenuti verso l'esterno, in un luogo compreso fra l'immediatezza e la superficialità, un'architettura che si fa sempre più schermo, supporto neutro di immagini realmente parlanti. Se ciò accade le parole emanate dall'architettura potranno confrontarsi "finalmente" con la moda, la pubblicità e la televisione.
In una società assuefatta a forme di comunicazione sempre più estreme e sofisticate si vuole alzare il tasso di shock utilizzando grandi dimensioni e colori saturi.

 

Nuove tecnologie
Analizzando le tecnologie impiegate nella realizzazione di questo tipo di edifici si può vedere che l‘involucro diventa sempre più secondario, mentre acquistano peso le prestazioni, i sistemi di rilevamento, i controlli bioclimatici, i dispositivi tecnici.
Nell'edificio il sistema nervoso sta prendendo il sopravvento sull'ossatura e sulla muscolatura.
La massa muraria ottocentesca supplisce con la sua inerzia al variare della temperatura, la parete innovativa, invece, attivando dei sensori reagisce al variare delle situazioni esterne, producendo mutamento, è quindi leggera, flessibile e fragile. Non sarà come prima una barriera fisica all'informazione, ma invece sensibile; un trasmettitore che comunica per attivare strategie adeguate, l'edificio vive di contatti con l‘esterno funziona come una pelle un sistema nervoso, una membrana. Il muro-filtro riceve e trasmette molte informazioni proprio come un "televisore" creando proprio uno spazio medium attraverso cui si può passare captando le informazioni che lo strutturano.

 

Media-Center
Il progetto che ho sviluppato riguarda un centro per i media a Roma.
Per media-center intendo un edificio polifunzionale che racchiuda in se: cinema multisala, centro produzione video-musica-realtà virtuale, installazioni multimediali galleria d’arte contemporanea o comunque tutto ciò che riguarda l'interaction-design.
Ritengo che a Roma manchino spazi dedicati a queste nuove forme di linguaggi e che l’uomo contemporaneo, sentendo sempre più sue queste nuove tecnologie tramite le nuove protesi artificiali-digitali dei telefoni cellulari, dei televisori, di internet, necessiti di un luogo tecnologico di concreta ed immediata socialità.

- ubicazione
Per quanto riguarda la scelta del sito dove ubicare il centro ho fatto un attento studio del bacino di utenza e dei tempi di percorrimento. L’area prescelta è stata quella adiacente al G.R.A. dove incrocia la Via Nomentana, considerando il fatto che era uno dei pochissimi terreni ancora non vincolati che si trovano adiacenti al raccordo.
Perché il raccordo anulare?!… probabilmente se avessi dovuto scegliere una strada 3 secoli fa avrei senza dubbio scelto via del corso, allora via più importante di Roma, ma oggi, in una società (nostro malgrado) basata sull’automobile, sicuramente il G.R.A. è la via più importante della capitale.
Le caratteristiche di questo sito sono quelle tipiche di tutta quella fascia di città in cui la campagna romana penetra nell’abitato creando paesaggi tipici dei margini delle metropoli, dove mancano tutti i connotati della città e tutti quelli della campagna: un non luogo ricco comunque di spunti progettuali ma privo di architetture e segni importanti sul territorio
e proprio come forte segno sul territorio si vuole posare qui il mio progetto, un riferimento chiaro, un land-mark immediatamente riconoscibile.

- monolito
La scelta è stata quella di accorpare tutto in un unico organismo compatto staccato dal suolo per rispettare la campagna circostante rimasta cosi sgombra.
L'edificio si presenta come un enorme monolite, simbolo carico di profondi significati primordiali, e apparentemente in contrasto con la superficialità del mondo delle immagini e della comunicazione che esso rappresenta.
Questo oggetto ha una vocazione intrinseca al mondo della comunicazione in quanto si pone sul territorio come si potrebbe porre un cartellone pubblicitario, come un punto di attrazione per chi passa sul raccordo e sulla Nomentana.

- organismo vivente
Questo monolite nasconde in se un'ambiguità camaleontica, infatti, grazie a dei sensori, come un organismo vivente è dotato di vista, udito, gusto, olfatto e tatto, ed è grazie ad essi che reagisce agli stimoli che gli provengono dal mondo esterno variando nei comportamenti, nella forma e nel colore della pelle che reagisce trasmettendo informazioni verso l'esterno sotto forma di luci, suoni, scritte e movimenti.
Tecnicamente tutto ciò sarà possibile grazie a una serie di sensori artificiali quali telecamere, microfoni, fotocellule sensibili alla luce, sensori che reagiscono all'umidità, al vento, allo smog, che daranno informazioni ad un software dedicato che gestirà i comportamenti dell'edificio che a sua volta avrà diverse reazioni a seconda della luce, del vento, della pioggia, del traffico presente sul raccordo, del numero di persone presenti all'interno dell’edificio, dei rumori.
Le mutazioni più visibili saranno: primo, il gonfiarsi della membrana esterna, reso possibile da una serie di pistoni che agiscono su di essa grazie a dei corpi flettenti in fibra sintetica, secondo: il cambiamento di colore reso possibile da proiettori interni che oltre a modificare il colore dell’edificio potranno trasmettere messaggi, immagini e video di ogni genere.

- respirazione
Funzionalmente il controllo bioclimatico dell'edificio è gestito dal gonfiarsi ciclico della membrana che come un polmone, nei momenti di massima apertura, aprendo delle valvole in vari punti, farà entrare l’aria, e nei momenti di volume minimo, ci sarà l'uscita dall'altra parte dell'edificio. Le sale invece, per evidenti problemi di rumorosità e confort ambientale avranno un sistema di areazione tradizionale.
Le verifiche tecniche di questo sistema sono state studiate insieme all'ingegnere aerospaziale Giuliano Ranuzzi. Abbiamo studiato al livello preliminare l'interazione dei flussi areodinamici, calcolando i campi di moto e i campi di pressione e gli sforzi sulla struttura.

 

mail@3gatti.com
 

 l'architettura che respira
L'aspetto che assegna a questo progetto il merito di un'alta capacità di sperimentazione progettuale e tecnologica è sicuramente legato alla potente intuizione dell'"architettura che respira". L'intuizione è pressoché unica ed inedita, nelle modalità in cui qui viene presentata.
 
 i video di presentazione

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1.569kb .mpeg


Il primo video (che come tutti gli altri si scarica in tempo reale nel suo svilupparsi) è esemplificativo dell'intero progetto ed accompagna in un eccezionale percorso virtuale dall'esterno all'interno. Richiede molto tempo nello scaricamento, ma ne vale assolutamente la pena. Il secondo mostra le traformazioni dinamiche del camaleontico edificio.
 

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Il terzo e il quarto video sono dedicati all'approfondimento sulle complesse tecnologie che regolano e giustificano la concezione "a polmone" dell'intera architettura.
 

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2.847kb .mpeg


Gli ultimi due video presentano, rispettivamente, il concept strutturale e l'inserimento paesaggistico in prossimità del raccordo anulare romano ad alto scorrimento.
 
altre immagini del progetto
(cliccate sulle immagini per ingrandirle.)
 
 biografia e altri progetti
Francesco Gatti, autore di Media-Center, è un giovane architetto romano che si occupa di progettazione architettonica da diversi anni ed è stato segnalato in diverse occasioni nazionali ed internazionali.
Ha allestito uno spazio web personale per comunicare gli esiti delle proprie ricerche e nel quale è possibile reperire dettagliate informazioni biografiche su Gatti. Il sito è raggiungibile cliccando qui.
 
 
 

 
 

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