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SCOOP a Hammerfest


Arctic Culture Centre
progetto di SMAQ

( English)

SMAQ è uno studio collaborativo per l'architettura, il paesaggio e l'urbanistica. Fondato a New York nel 1998 da Sabine Müller e Andreas Quednau è ora basato a Rotterdam. SMAQ si è segnalato in diversi concorsi internazionali di progettazione, inclusi i primi premi a Europan 5, 6 e 7, le menzioni d'onore al concorso per la Sarajevo Concert Hall  e a e_competition: Possible Futures. SMAQ è stato premiato con il prestigioso Egon Eiermann Award e il Hans Schaefers Award. Recentemente, sue opere sono state pubblicate in deArchitect (Olanda), Arquitectura Viva, Pasayes de arquitecture y critica (entrambe spagnole), Bauwelt (Germania), dérive (Austria), Hochparterre (Svizzera), e Concept (Korea). ‘DotsAndLoops’, il progetto vincitore di Europan 6 è attualmente in fase di inizio cantiere.


In qualità di città abitata geograficamente più a nord dell'intero mondo, Hammerfest (Norvegia n.d.r.) presenta una dinamica vitale unica relativamente all'integrazione dello spazio urbano e della cultura locale con le condizioni ambientali estreme del luogo. SCOOP propone un nuovo concetto per il porto di Hammerfest, che si genera dalla sinergica sovrapposizione di piani diversi. Invece di proporre soluzioni che prevedano esclusivamente la costituzione di ambienti dotati di controllo climatico artificiale, SCOOP reagisce alle estreme condizioni atmosferiche con azioni di riflessione, di sfruttamento, di protezione, rendendo queste reazioni manifeste sia nella forma architettonica costruita che nelle sue interazioni con lo spazio urbano, allo scopo di generare un nuovo iconico fronte acqua per Hammerfest.

All'interno della striscia urbana recentemente sviluppata per il molo, le funzioni e i programmi specifici del centro culturale e degli altri edifici si sovrappongono e interagiscono uno con l'altro per creare spazi aperti ai flussi e all'uso culturale.



Modellare il waterfront
Il nuovo waterfront collega il centro della città alla spiaggia con l'interposizione di una passeggiata sul molo. Lungo il cosidetto "Miglio d'Oro" sono previste una serie di destinazioni d'uso spazialmente aperte e chiuse, con funzioni pubbliche: la nuova piazza della città, il foyer del centro culturale, il ristorante dell'hotel, la stazione termale, il pontile, la biblioteca di ricerca con il proprio spazio espositivo, la spiaggia.

SCOOP si sviluppa lungo una passeggiata continua, differenziandosi in zone climaticamente controllate e zone esposte al clima naturale, permettendo dunque di scegliere tra diversi livelli di esposizione. Questa varietà di zone caratterizza il nuovo spazio pubblico di Hammerfest - all'aperto così come all'interno degli edifici.

La passeggiata sul molo incentra il nuovo programma del porto più sulle attività pedonali e turistiche che non su quelle portuali e industriali. Lungo la camminata, i più bighelloni possono scegliere tra una serie diversa di esposizioni al clima naturale: starsene direttamente di fronte al mare e al vento, ripararsi dietro i rompi-vento, utilizzare le zone protette dalla pioggia, prendere il sole. I posticini con i banchi di seduta nella passeggiata funzionano anche come rompi-vento.

Gli edifici si piegano attorno allo spazio pubblico per proteggerlo dai venti più duri, e nel contempo gettano una minima ombra in quella zona, che si prevede assai frequentata. Nell'insieme, essi aprono Strandgata al waterfront e creano nuove viste e collegamenti al mare per Hammerfest.



Arctic Culture Centre
Arctic Culture Centre è un arco estroverso, climaticamente attivo, interattivo nei confronti dei visitatori e posto dinamicamente tra tre poli: il centro della città di Hammerfest, il porto e la spiaggia-passeggiata sul molo. La forma si apre a sud, creando una forte dinamicità tra la piazza della città e la nuova costruzione riparata, che nella terrazza sul porto diventa una vera e propria nicchia per catturare il sole. La camminata pubblica si estende nel foyer, agganciando il Centro Culturale nell'itinerario cittadino. L'entrata principale è dalla parte di Strandgata. Di qui il foyer si apre alla luce del sole, all'acqua e alle viste sulla città, diventando un invito alla visita anche per i residenti di Hammerfest.

All'estremità opposta del foyer ci sono gli auditorium, la sala principale, che si libra arditamente sopra all'acqua nel sole della sera, e la più piccola sala prova, che si annida lungo la strada alla luce del mattino. Direttamente collegato con il foyer è l'atrio, dove le stanze per il gruppo musicale regionale LINK e le funzioni pubbliche della Scuola di Cultura si raccolgono attorno a uno spazio centrale nel quale balconate specchiate presentano delle angolature studiate appositamente per riflettere ogni possibile raggio di sole fin dentro all'edificio. Tale atrio, che diventa parte effettiva della passeggiata pubblica, si rende disponibile come spazio comune per gli studenti e per le performance degli artisti, in un'interazione raddoppiata e lasciata all'improvvisazione.

Il Centro Regionale per la Danza, gli spazi prova della Scuola di Cultura e l'amministrazione della Casa della Cultura risultano anch'essi raccolti attorno all'atrio. Il livello del molo ospita invece gli spogliatoi, gli spazi di servizio, i depositi, gli spazi tecnici e quelli per gli stage.



Concept
Arctic Culture Centre usa intelligentemente ciò che le risorse naturali disponibili offrono, restituendole poi trasformate all'ambiente: nei mesi in cui c'è l'aurora, ogni luce e energia termica possibili sono riflesse o assorbite all'interno dell'edificio attraverso la pelle seghettata e usate o immagazzinate, mentre nei mesi di buio, la luce emessa attraverso le fessure della membrana trasforma l'edificio in una vera e propria lanterna radiante.



L'edificio è composto di 4 componenti climatiche reattive: la Pelle, lo Spazio del Sole, l'Atrio e l'Ala del Sole.

Pelle
Il Centro Culturale è avvolto in una pelle metallica lucida e riflettente che forma una struttura a strati disgiunti che si "sbuccia" negli angoli a seconda delle diverse condizioni ambientali, allo scopo di aggiustare in maniera combinata la protezione dal sole, la riflessione del sole, la ventilazione, l'acustica, la luce artificiale. Attorno agli auditorium, la pelle si apre per consentire la ventilazione naturale grazie alla pressione negativa creata dal vento prevalente. All'esterno la pelle forma una serie di fasce riflettenti per il sole, mentre all'interno la sua forma provvede alle specifiche necessità acustiche dell'auditorium, permettendo comunque alla luce naturale di riflettersi sul soffitto. Dopo il tramonto, gli integrati dispositivi di luce emettono luce all'esterno attraverso delle fessure. L'intera pelle è interpretata come un'interfaccia intelligente in grado di far entrare in simbiotico rapporto l'interno dell'architettura con l'ambiente esterno, costituendo di fatto una dimostrazione della maniera in cui le risorse naturali possono essere usate in maniera sostenibile.



Spazio del Sole
A causa della costanza del basso angolo del sole e delle lunghe ore di irradiazione solare in estate, l'accumulo di energia solare sul piano verticale è in tale periodo molto efficace. Lo Spazio del Sole sulla facciata sud cattura l'energia solare e la trasferisce grazie ad uno scambiatore di calore a un accumulatore temporizzato che rilascia l'energia per scaldare la scuola e gli uffici alla mattina presto. Le feritoie forniscono la massa termica allo Spazio del Sole, proteggendo anche dalla luce intensa del foyer e permettendo la vista del centro città da una posizione collocata sopra all'acqua. Durante i mesi invernali senza luce diurna, la funzione dello spazio è invertita: i dispositivi illuminanti integrati delle feritoie permettono allo Spazio del Sole di illuminare il foyer e la Terrazza sul Porto e di formare il fondale per le performance invernali serali.





Atrio
Nell'atrio le balconate specchiate ed angolate rifrangono per tutta la durata del giorno i raggi del sole con angolazioni specifiche che fanno rimbalzare la luce naturale in profondità dentro all'edificio e che vanno così ad illuminare gli spazi comuni e il percorso pubblico che attraversa l'interno. Il balcone superiore riflette la prima luce dell'anno, e le superfici est e ovest riflettono la luce del primo mattino e della sera; le forme individuate dal sole e la materialità dell'edificio generano un fluido e dinamico spazio tridimensionale.

Ala del Sole
Allo scopo di illuminare con luce naturale il percorso pubblico per la maggior parte del giorno, il corridoio sud del foyer si prolunga a imbuto ("scoop", n.d.r.) verso est, per prendere la luce del mattino che altrimenti sarebbe ostruita dal piccolo auditorium. La superficie si torce per riflettere la quantità massima di luce dentro lo spazio, finché, subito dopo mezzogiorno, il sole raggiunge direttamente lo Spazio del Sole. L'Ala segnala la soglia in cui la passeggiata sul molo entra nel Centro Culturale.
Il piano solare è ritardato nel tempo e l'energia pomeridiana è immagazzinata di notte e comunque stagionalmente. Quando non è disponibile energia solare a sufficienza, l'energia termica supplementare è assorbita dal mare grazie ad una pompa di calore, e quando necessario si utilizza come ripiego il gas locale naturale.





Materiali e struttura
La pelle reattiva e lucida di SCOOP, che riflette l'ambiente artico, penetra nell'interno della costruzione, nell'Atrio e e nell'Ala del Sole per prendere e riflettere la luce solare disponibile di giorno. Matericamente in contrasto con la pelle, gli interni rivestiti in legno del foyer e degli auditorium generano degli spazi interni sensuali e caldi. In questo modo il foyer e la camminata di legno coperta diventano continui sia per funzione che per materia.
 

tutti i testi e le immagini ©SMAQ 2004
 

SMAQ



Sabine Müller è nata a Kiel, in Germania. Si è laureata in architettura alla Università di Kassel ed ha ricevuto il Master alla Columbia University di New York. Ha collaborato con Asymptote Architecture a New York, e West 8 a Rotterdam.

Andreas Quednau è nato a Berlino. Si è laureato in architettura all'Università di Berlin e il Master of Science in Advanced Architectural Design alla Columbia University di New York. Ha collaborato con Diller+Scofidio a New York, e Kees Christiaanse a Rotterdam.

"SMAQ progetta ambienti. All'interno di una realtà fatta di elementi intrecciati ed opposti, SMAQ progetta edifici, paesaggi e infrastrutture. Gli inserimenti tattici di SMAQ intensificano il vivere urbano, riflettendo attivamente l'ecologia del luogo. Le procedure di negoziazione avviate dai progetti di SMAQ generano l'architettura come collegamento mancante tra le opposte componenti di un ambito di requisiti e richieste. Coinvolgendo il contesto, quelli di SMAQ sono interventi locali e catalizzanti, che rilasciano potenziali su una più ampia scala. I metodi di SMAQ mettono in rete il pensiero elastico delle relazioni diagrammatiche con la fisicità di una definizione volumetrica e materiale. Poichè l'esplorazione della questione ‘luogo’ è interpretata come una parte integrante della pratica di SMAQ, la scoperta di parametri spaziali dietro alle pure categorie fenomenologiche è diventata una forza trainante per molti dei loro lavori. Lo sviluppo di strumenti atti a rivelare traiettorie di mutamento e grandezze di influenza è un soggetto delle attività di investigazione di SMAQ."
 
sito web

Il sito Internet di SMAQ costituisce un caso esemplare nell'intera rete mondiale per aver saputo coniugare le più avanzate tecnologie web ad una innovativa impostazione grafica ed ad una puntuale completezza di contenuti.
www.smaq.net
 
link

CCS è un progetto di spazializzazione tattica in ambito urbano. Una provocatoria proposta di SMAQ per un mercato stop-and-go.
www.ccstt.org


Uno dei più recenti progetti di SMAQ: highway...ing è un'esplorazione sperimentale per un sistema infrastrutturale elastico.
www.smaq.net/highwaying.html


il sito italiano newitalianblood contiene, nel suo database in continua espansione, più di una decina di progetti recenti di SMAQ.
www.newitalianblood.com


Archi-Europe, uno dei maggiori collettori di progetti architettonici online, archivia delle sintetiche schede di una selezione di progetti recenti di SMAQ.
www.archi-europe.com


Le tavole di progetto che hanno fatto vincere Europan 7 Austria a SMAQ sono pubblicate sul sito ufficiale di Europan.
www.europan.at


Il documento in formato .pdf presenta un articolo di Harm Tilman pubblicato sulla rivista olandese de Architect; vi è presentato il progetto 'Dots and Loops' di SMAQ.
www.dearchitect.nl
 
 

 
 

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